Il costo dipende dal tipo di incidente, dal valore del risarcimento, dalla complessità della pratica e dalle attività necessarie. Prima di affidare il caso è importante sapere come verrà calcolato il compenso.
Una pratica con soli danni materiali e responsabilità chiara non richiede necessariamente lo stesso lavoro di un incidente con lesioni gravi, contestazioni sulla dinamica, consulenze medico-legali o una causa davanti al giudice.
Il compenso dell’avvocato può quindi variare in base a valore della pratica, complessità, attività svolte e fase del procedimento.
Prima di conferire l’incarico è opportuno sapere quali attività saranno comprese, quali spese potrebbero aggiungersi e secondo quali criteri verrà determinato il compenso.
È utile chiedere anche cosa comprende il compenso, se sono previste attività medico-legali, quali spese restano a carico del cliente e cosa cambia se la pratica passa dalla trattativa con l’assicurazione a un procedimento giudiziale.
Chiedi informazioni sui costi
Un preventivo chiaro permette di sapere quali attività sono comprese e quali spese possono aggiungersi.
Chiedi come viene determinato il compenso e quali attività comprende nella fase stragiudiziale.
Possono esserci costi sostenuti per specifiche attività, documenti, notifiche o altri adempimenti.
I parametri forensi prevedono, nei casi in cui trovano applicazione, un rimborso forfettario delle spese nella misura prevista dalla normativa.
Nei casi con lesioni può essere necessario un medico-legale; è utile sapere se il relativo costo è incluso o separato.
Chiedi fin dall’inizio come cambierebbero i costi se la trattativa non si chiudesse e fosse necessario agire in giudizio.
Il preventivo dovrebbe permettere di distinguere il compenso professionale dagli eventuali accessori e dalle spese ulteriori.
Non è corretto affermare che, in ogni incidente, l’assicurazione paghi automaticamente qualsiasi parcella dell’avvocato.
Il trattamento delle spese di assistenza legale dipende dalla fase della pratica, dalle attività effettivamente necessarie, dall’esito della controversia e, se si arriva davanti al giudice, anche dalla decisione sulle spese processuali.
Per questo è importante distinguere il rapporto economico tra cliente e avvocato dalla possibilità di ottenere dalla controparte o dalla compagnia il rimborso di determinate spese nel caso concreto.
Prima di conferire l’incarico puoi chiedere espressamente come vengono gestiti questi aspetti e cosa accade nell’ipotesi di accordo con l’assicurazione o di causa.
La decisione dovrebbe partire dal contenuto dell’offerta e dalla documentazione concreta del sinistro.
Esaminiamo l’importo proposto, le motivazioni, i conteggi e le condizioni indicate dalla compagnia.
Esaminiamo CAI, verbali, fotografie, testimonianze e gli altri elementi disponibili sulla dinamica.
Valutiamo certificati, referti, spese, decorso clinico e la documentazione medico-legale disponibile.
Controlliamo preventivi, fatture, fermo tecnico e gli ulteriori danni economicamente documentabili.
Verifichiamo se la compagnia chiede di sottoscrivere una quietanza liberatoria o altri documenti collegati alla definizione del sinistro.
Sulla base dei documenti valutiamo se accettare, contestare la quantificazione o approfondire ulteriormente la pratica.
Il punto più delicato non è soltanto l’importo dell’offerta, ma anche il contenuto dei documenti che accompagnano il pagamento. Una quietanza può essere collegata alla definizione della pratica e deve quindi essere letta con attenzione.
Se ritieni che il danno non sia stato ancora interamente valutato, oppure se non comprendi gli effetti della dichiarazione che ti viene chiesto di firmare, è opportuno far esaminare il documento prima della sottoscrizione.
Non esiste una cifra unica. Il costo dipende dal valore della pratica, dalla complessità, dalle attività necessarie e dal fatto che il caso si chiuda in via stragiudiziale o richieda un giudizio.
È opportuno chiedere un preventivo o comunque una chiara indicazione dei criteri utilizzati per determinare il compenso, specificando cosa è compreso e quali spese possono aggiungersi.
Sì. Il D.M. 55/2014, modificato dal D.M. 147/2022, disciplina i parametri forensi nei casi in cui la legge ne prevede l’applicazione, tra cui alcune ipotesi di mancata determinazione consensuale o di liquidazione giudiziale del compenso.
Non necessariamente. Il medico-legale è un professionista distinto. Se la pratica richiede una valutazione medico-legale, è utile chiedere se il relativo costo sia separato.
Non automaticamente. Il recupero delle spese dipende dalla procedura, dalle attività svolte, dall’eventuale accordo raggiunto e, in caso di giudizio, dalle decisioni del giudice sulle spese.
Tre domande semplici possono aiutarti a capire subito come saranno gestiti costi e incarico.
Chiedi quali attività sono comprese nel compenso per la gestione della pratica con la compagnia assicurativa.
Referti del pronto soccorso, certificati, esami, terapie, ricevute e documentazione medico-legale.
Chiedi quale criterio verrà utilizzato se la trattativa non si chiude e diventa necessario avviare un procedimento giudiziale.
Compila il form e descrivi brevemente l’incidente e i danni subiti: potremo inquadrare il tipo di attività necessaria.